mercoledì 8 novembre 2017

Analfabetismo funzionale


Fino a qualche anno fa, conoscevamo l'analfabetismo come strutturale o come di ritorno.
Il primo è frutto dell'assenza di scolarizzazione e si identifica con l'incapacità di scrivere e leggere, il secondo deriva dal non utilizzo delle nozioni acquisite durante gli anni di scuola, con conseguente perdita delle suddette capacità.
Oggi, però, assistiamo a una nuova forma di analfabetismo, che viene definita funzionale. L'analfabetismo funzionale si traduce nell'incapacità di comprendere testi semplici e di elaborare le informazioni lette o sentite in pensiero critico.
Secondo il Rapporto nazionale sulle competenze degli adulti, stilato dall'ISFOL, la maggioranza degli italiani tra i 16 e i 65 anni si colloca a un livello piuttosto basso (2 su 5), dove le prestazioni riguardano la lettura e la comprensione di testi molto semplici.
Questo vuol dire, per esempio, che molti non sono in grado o fanno fatica a capire i libretti di istruzione, non riescono a valutare le notizie che leggono e mancano di competenze intellettuali utili ad affrontare la vita di tutti i giorni.
Piuttosto che scoraggiarci di fronte a questi dati, cerchiamo di sviluppare e affinare le nostre competenze e qualità.
Come?
Dedicandoci ad attività quali: leggere, informarsi in maniera attenta e critica, imparare cose nuove, studiare anche al di fuori dei tradizionali percorsi di formazione, abituarsi a pensare e ragionare in maniera autonoma, confrontarsi con le altre persone in modo costruttivo, dedicarsi ad attività creative (musica, arte, eccetera), coltivare hobby e interessi vari...

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