giovedì 5 ottobre 2017

Siamo tutti sognatori


L'interesse per i sogni è materia antica. Dai tempi biblici alla moderna psicanalisi, lo studio dei contenuti onirici ha sempre rivestito, e continua a rivestire, un ruolo di rilievo.
Che tutti sogniamo è ormai cosa nota, ma alcuni ricordano i sogni con facilità e altri no.
Perché ciò avviene?
Molto dipende dal cervello, e per la precisione dalla corteccia prefrontale mediale e la giunzione temporo-parietale, quella coinvolta nei processi si attenzione verso gli stimoli esterni, come ha dimostrato l'equipe di neuroscienziati dell'Institut national de la santé et de la recherche médicale di Lione.
I ricercatori, misurando l'attività cerebrale di un gruppo di 41 persone (di cui 21 ricordavano in media circa cinque sogni a settimana e gli altri 20 soltanto due al mese), hanno messo in luce che coloro che ricordano meglio, hanno un'attività più intensa delle suddette aree cerebrali sia da svegli sia durante il sonno. In conclusione, pare che chi ricorda molti sogni lo debba al fatto di essere maggiormente reattivo agli stimoli ambientali quando è sveglio.
La ricerca sembra, dunque, confermare il principio, comune ad alcune tradizioni sciamaniche e alla Dermoriflessologia, secondo il quale la capacità di sviluppare l'attenzione in stato di veglia potenzia anche l'attività onirica e la memoria dei sogni.

Per saperne di più:
Il meraviglioso potere dei sogni 
Il potere dei sogni e la Dermoriflessologia

Nessun commento:

Posta un commento