giovedì 7 settembre 2017

Leggere fa bene al cervello


Chi ama leggere, lo fa e basta, non ha bisogno di grandi incentivi. Ma può far piacere, sapere che questa attività amena, interessante, arricchente, piacevole, rilassante e stimolante possiede anche più di un'influenza biologica positiva sul cervello.
E chissà che questi “effetti collaterali” della lettura non stimolino anche gli altri...

Leggere crea nuova materia bianca per il tuo cervello 
Di sicuro fino ai 25 anni, ma non è escluso che il processo possa proseguire, leggere modifica il tessuto cerebrale in modo positivo, aumentando la materia bianca, permettendo di migliorare l'apprendimento e l'autocontrollo. A lungo considerata un tessuto passivo, in realtà, la materia bianca influisce attivamente sul modo in cui il cervello impara, controllando i segnali condivisi fra neuroni e coordinando il lavoro delle diverse regioni cerebrali.

Leggere crea nuove connessioni per il tuo cervello 
Leggere un romanzo può indurre cambiamenti nel cervello durante e dopo la lettura, infatti le connessioni interne alla corteccia temporale sinistra (ossia l'area associata al linguaggio, all'uso dei simboli, alla logica e alla capacità di astrazione) vengono rafforzate per molti giorni.

Leggere migliora la memoria 
La lettura coinvolge molte funzioni cerebrali, dai processi visivi a quelli uditivi, dalla consapevolezza fenomenica alla comprensione. Questa attività dà al cervello più tempo per fermarsi, pensare, processare e immaginare quello che leggiamo e quindi migliora l'attività cerebrale e aiuta a mantenere la memoria più allenata.

Leggere aumenta i tempi di attenzione 
L'attenzione è la grande “malata” di questa società in cui il tempo è sempre troppo poco e le persone faticano a soffermarsi più di qualche minuto sulle notizie. La buona notizia, però, è che leggere incrementa i tempi di attenzione, perché favorisce la capacità di rimanere concentrati e attenti per un intervallo temporale più esteso. Inoltre, in considerazione della struttura dei testi di narrativa, che prevedono un inizio, una parte centrale e una conclusione, leggere incoraggia il cervello a pensare in sequenza, piuttosto che saltare da una perte all'altra.

Leggere migliora l'attività senso-motoria 
La lettura migliora l'attività senso-motoria primaria, perché accresce la corrispondente regione del cervello, ossia il solco centrale. Durante la lettura, i neuroni di quest’area si attivano per creare una sensazione che ci permette di relazionarci con il testo, non come se stessimo soltanto leggendo, ma come se vivessimo e provassimo le esperienze e le sensazioni descritte. È grazie a questa funzione cerebrale che possiamo immedesimarci nei personaggi, pensare e sentire come loro, vivere le stesse avventure. E leggere rafforza e sviluppa questa funzione.

E adesso scusate, devo andare a leggere...

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