martedì 11 luglio 2017

Odio i dentisti

Cari lettori,
mi chiamo Oscar Durango e sono un dentista rinnegato.
E questo che vuole? direte voi. Niente, ma intanto, questa cosa del dentista vi ha già incuriosito. Rinnegato, poi, che è ancora più promettente, hai visto mai che si penta... Perché tutti odiano i dentisti, li odio anch’io, soprattutto quelli troppo investiti della loro missione.
Ah bene, e allora per redimerti che fai, scrivi cose? ci smoccoli dentro le tue frustrazioni? scrivi di dentisti? 

Solo questa volta, giuro, e non scrivo, sono solo il protagonista.

Comunque anche un dentista può essere uno spunto. Dipende da dove lo metti. Se lo fai finire in un altro mondo, può essere quantomeno bizzarro. Non tanto per l’altro mondo, ovvio. Se gli fai scavallare un confine assieme a una volpe e lo porti in un posto dove i bambini li allevano come polli di batteria, anche un dentista rinnegato può diventare altro, magari anche un eroe. Uno a cui è stata affidata davvero una missione, difficile e strana...

                                                                         


"Dove sono finito?"
"Hai passato il Varco, ragazzo, sei in un altro    mondo."





Ecco, potrebbe presentarsi così, praticamente in mutande, Doc, il protagonista de Il Varco, ultimo romanzo di P.M. Mucciolo. Disarmato e (anche troppo) sincero. Disilluso, onesto, anzi un po’ fesso. Un campione speciale di fragilità umana, unico come un fiocco di neve. Un dentista - come senz’altro non ne avete mai conosciuti – che a un certo punto della sua scombinata esistenza si trova a fare una scelta così importante da potersi definire "una questione di vita o di morte", e questa scelta sarà solo l’accesso alla prima stanza sulla quale si aprono altre porte, in quel gioco di rivelazioni nelle rivelazioni che piacciono tanto all’autrice.
Ma Il Varco è un romanzo scritto con leggerezza, è un’allegoria, è fantasia, ha risvolti drammatici e dialoghi esilaranti, sconfina nell'orrifico e poi si rimette in carreggiata, è una piccola avventura, è un viaggio...
E come un piacevole viaggio, anche lui potrebbe lasciarvi qualcosa, magari piccolo come un dettaglio, da ricordare.


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