venerdì 14 luglio 2017

La fisica vacilla, ma il bombo se ne frega


La scienza dovrebbe essere un sostegno, una certezza per chi sapendo di non sapere, cerca di abbeverare la propria mente a una fonte attendibile di verità.
Ma, a volte, (temo fin dagli albori dell'umanità) il passaparola e le dicerie hanno la meglio anche sulle prove più attendibili.
Tra le tante voci che corrono ce n'è una che ci ha incuriosito più delle altre: 
il bombo (simpatico insettone facile da incontrare in questa stagione alle nostre latitudini), per la sua struttura e per le sue prestazioni fisiche non dovrebbe essere in grado di volare
In pratica, si sposta volteggiando nell'aeriforme elemento soltanto perché, ignorante, non conosce le leggi della fisica.

Riporto per brevità tre affermazioni a conferma e una che smentisce la suddetta teoria.

Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica aeronautica, il calabrone non può volare a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare.
Igor’ Ivanovič Sikorskij

Ho applicato agli insetti le leggi della resistenza dell’aria e sono arrivato con il signor Sainte-Lague alla conclusione che il loro volo è impossibile.
Antoine Magnan

La struttura alare del calabrone, in relazione al suo peso, non è adatta al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso.
Albert Einstein

In primo luogo, il termine “calabrone” è errato: l’insetto in questione, dal corpo tozzo e le ali minuscole, è il bombo (Bombus terrestris). 



Ecco, ora, l'affermazione che confuta le precedenti
La considerazione inerente il fatto che un calabrone non possa volare è errata, va ascritta al "libro delle credenze e delle superstizioni".
Le simulazioni al computer tanto dei moti dei fluidi, quanto della frequenza delle ali in rapidissimo moto alternato, hanno evidenziato che il bombo rispetta in toto i principi  dell’aerodinamica: genera portanza sfruttando i flussi viscosi instabili e i vortici generati dal rapido battere delle proprie ali.
Ma poi, del resto, in Natura le leggi valgono sempre. A prescindere dalla nostra comprensione, che il più delle volte è limitata, fallace quanto non parziale e di parte.


A questo punto, se il bonbo non potrebbe volare, ci siamo chiesti: come avrebbe potuto decollare dal suolo la sua metallica riproduzione qui sotto proposta?



E invece, sembra che il Polikarpov in questione volasse piuttosto bene!


La storia del calabrone che non potrebbe volare, ma che, essendo all'oscuro di tale informazione, vola ugualmente è una delle immagini e dei concetti più usati nei corsi di motivazione.
Ma è davvero così o si tratta di una leggenda metropolitana? O meglio di una leggenda scientifica?
Davvero l’incoscienza e la voglia “ignorante, stupida e cieca” di fare qualcosa sarebbe in grado di piegare le leggi della fisica?
Davvero il bombo riesce a librarsi in aria perché scevro completamente da ogni qualsivoglia complesso psicologico?
Soltanto perché non si farebbe prendere dall’ansia da prestazione?
E perché, contrariamente a noi, non ha la razionalità di fissare per sé un limite?

A questo punto non ci restava che giocare il tutto per tutto e formare una squadra di avventurosi informatori che si recassero in una zona pullulante di bombi e spiegare loro, con pazienza, che "se non fossero degli ignoranti, si sarebbero accorti di non poter volare".

Primo risultato, nessuno degli insetti informati ha messo in atto la benché minima forma di ribellione o ritorsione, dimostrando una volta per tutte che, per lo meno, il bombo è meno permaloso, fanatico e aggressivo dell'uomo.
Seconda inoppugnabile considerazione, nonostante i bombi fossero stati resi edotti, non abbiamo riscontrato alcuna defaillance nella capacità di volare.

Qualcuno dei lettori, a questo punto, starà pensando: ma questi sono diventati scemi? Vanno a spiegare ai bombi di essere inadatti al volo?

Risposta: puntavamo al premio IgNobel, ma, senza alcun dubbio, c'è chi viene sovvenzionato per trovate peggiori delle nostre. 
Guardate un po'...

Premi IgNobel
PSICOLOGIA, 2012 Ad Anita Eerland, Rolf Zwaan e Tulio Guadalupe, per il loro studio "Inclinarsi a sinistra fa sembrare la Torre Eiffel più piccola".

FISICA, 2013 Ad Alberto Minetti, Yuri Ivanenko, Germana Cappellini, Nadia Domicini e Francesco Lacquaniti, per aver scoperto che per una persona sarebbe fisicamente possibile correre su una pozza, se la persona e la pozza si trovassero sulla Luna.

PERCEZIONE, 2016 Ad Atsuki Higashiuama e Kohei Adachi per uno studio dal titolo: “Dimensione e distanza percepite di oggetti visti attraverso le gambe: una prova della teoria propriocettiva”. In altre parole, si tratta di un lavoro che indaga il mistero per cui piegandosi in avanti e osservando il mondo alla rovescia attraverso le proprie gambe gli oggetti appaiano distorti o più lontani. 

Che altro dire? Il mondo è bello perché è vario.

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