martedì 16 gennaio 2018

... e tuesday no?

Fermo restando che gennaio è un mese composto da giorni che vanno dallo stupido all'impraticabile, con varie sfumature di tristezza, prendo atto di non essere solo in questo bagno di sconforto post dicembrino: ieri l'ho letto dappertutto. Non sei solo, dicevano i giornali, lo spleen di gennaio colpisce tutti e lunedì 15 di più... Bene. Ma lo stare in compagnia non mi fa sentire meglio. E poi ognuno c'ha i suoi mazzi, e i miei non sono gli stessi di quelli di un'impiegata di Bristol che ha preso dodici libbre da Natale a Capodanno. Con tutta la simpatia per le impiegate di Bristol. Perché sono loro, gli inglesi, che hanno codificato il Blue Monday.
Con una formula, addirittura. Interessa?



Probabilmente no, e a me ancora meno, visto che esponenti e parentesi quadre mi ricordano gennai ancora più tristi, quelli del rientro a scuola. Però sappiate che un burlone ha messo giù due conti con le condizioni meteo (W), la cifra dilapidata in regali e gozzoviglie (D) e il fallimento dei buoni propositi, numericamente espresso con una proditoria Q: insomma, pare che questo per quello elevato alla Q fratto coso dia come risultato 15 gennaio (??)... e anche questo mi porta ad altri momenti di avvilimento da rientro, quando a tutta la classe la verifica risultava  2x e a me risultava una targa automobilistica.
Comunque, i giornali dicono che per uscire da questo tipo di depressione sia di grande aiuto, nell'ordine: un'alimentazione sana (ancora? see e bere tanta acqua...), fare attività fisica (le endorfine bla bla...), analizzare il proprio apporto lavorativo col coaching (?), mettere la sveglia all'una di notte per assicurarsi le offerte di viaggio night-locked (??), e alla fine far tesoro della mestizia in cui si galleggia perché in un secondo tempo farà apprezzare meglio le emozioni positive. Fico.
Dunque provvedo. Alimentazione sana e tanta acqua valgono anche ad agosto. Mettere la sveglia mentre dormo di brutto per prenotare un viaggio mi sembra demenziale e in più non quadra con la D della formula. Il coaching giuro che non l'ho capito. Forse in un'altra vita. Mi resta l'attività fisica... le endorfine. Così esco e corro, corro a gratis, che non intacca nemmeno la D della formula. Corro nel grigio di gennaio. E mi guardo in giro senza che le endorfine mi si alzino nemmeno di mezzo gradino. Guardo gli alberi e le rive dei fossi. E poi lo vedo, lì in basso, sdraiato nell'acqua. Esprime tutta la mia essenza, è la sintesi del mio gennaio-pensiero. Carrello annegato. Mi sento così. Lo fotografo e riprendo a correre, le endorfine che sono scese nel fosso col carrello.

A questo punto ho capito che devo far tesoro della mestizia, così a febbraio-marzo apprezzerò meglio le emozioni positive.



Però non avere più i compiti di matematica è un passo avanti...

Martin

domenica 7 gennaio 2018

I 12 doni


Per iniziare bene il 2018, vogliamo raccontarvi una storia, o meglio un'allegoria, nella speranza che quest'anno, più che perderci in astruse previsioni, si possa recuperare i nostri doni e sviluppare al meglio la nostra missione.

BUON ANNO NUOVO!
 
Un mattino, Dio stava al cospetto dei suoi dodici figli e seminò in ognuno di loro un seme di vita umana. I figli si avvicinarono a lui, uno a uno, per ricevere i doni assegnati.

“A te, Ariete, consegno il mio seme per primo, affinché tu abbia l’onore di deporlo in terra. Per ogni seme che pianterai ne raccoglierai a migliaia. Sarai il primo a penetrare nel terreno della mente umana portando la mia idea, ma non è tuo compito nutrire tale idea né metterla in dubbio. La tua vita consiste nell’azione e l’unico tuo compito è di cominciare a rendere gli uomini coscienti della mia creazione. Per la buona riuscita della tua missione ti regalo la Fiducia in Te Stesso”.
Con calma, l’Ariete fece un passo indietro e tornò al proprio posto.

“A te, Toro, affido il potere di far fruttificare il seme. Il tuo lavoro è grande e richiede molta pazienza, perché dovrai portare a compimento ciò che è stato intrapreso, altrimenti i semi saranno spazzati via dal vento. Adempiendo al tuo compito, non dovrai dubitare né cambiare parere lungo il cammino, e non dovrai dipendere dagli altri. Per questo io ti dono la Forza. Usala con saggezza”.
E il Toro fece un passo indietro e tornò al proprio posto.

“A te, Gemelli, consegno le domande, ma senza darti le risposte. Cercherai con sforzo di comprendere l’alternanza, il vero e il falso, e donerai questa tua dote agli uomini. Non capirai perché loro parlano e ascoltano, ma attraverso la tua faticosa ricerca troverai il mio dono: la Conoscenza”.
E il Gemelli fece un passo indietro e tornò al proprio posto.

“A te, Cancro, affido il compito di conoscere e far conoscere la sensibilità emotiva. Sperimenterai il riso e il pianto e svilupperai la pienezza interiore., che non dovrai temere né nascondere. A te dono la Famiglia, in modo che la tua pienezza possa moltiplicarsi”.
E il Cancro fece un passo indietro e tornò al proprio posto.

“A te, Leone, assegno il compito di rivelare al mondo la mia creazione in tutto il suo splendore. Devi, però, diffidare dell’orgoglio e ricordare che si tratta della mia creazione, non della tua. Se lo dimenticherai, provocherai competizione e qualcuno ti disprezzerà, ma vi sarà molta gioia nel lavoro che ti affido, se imparerai la modestia. Per questo ti dono l’Onore”.
E Leone fece un passo indietro e tornò al proprio posto.

“A te, Vergine, chiedo un esame dettagliato di tutto ciò che gli uomini fanno della mia creazione. Esamina minuziosamente i loro metodi e scopri i loro errori in modo che, attraverso te, essi si perfezionino sempre più. A questo scopo ti dono la Purezza di Pensiero”.
E la Vergine fece un passo indietro e tornò al proprio posto.

“A te, Bilancia, affido la missione di servire il prossimo, affinché l’uomo possa ricordarsi dei propri doveri nei confronti degli altri e attraverso te imparare a cooperare e a comprendere il lato negativo delle proprie azioni. Il tuo posto sarà ovunque vi sia discordia, e per ricompensarti dei tuoi sforzi ti dono l’Amore”.
E la Bilancia fece un passo indietro e tornò al proprio posto.

“A te, Scorpione, affido un compito estremamente difficile: dovrai imparare a conoscere la mente umana, ma non ti permetto di comunicare ciò che apprenderai, molte volte sarai addolorato per ciò che vedrai e sentirai e nel tuo dolore ti allontanerai sempre più da me, dimenticando che la causa del tuo dolore non sono io, ma la perversione umana della mia idea. Conoscerai talmente tante cose dell’uomo da finire per paragonarlo a una bestia e nel tuo intimo lotterai ferocemente con gli istinti bestiali presenti in te stesso che finirai per smarrirti lungo la strada. Ma quando finalmente tornerai a me, riceverai il dono della Determinazione”.
E lo Scorpione fece un passo indietro e tornò al proprio posto

“A te, Sagittario, chiedo di divertire l’uomo perché, fraintendendo la mia idea, non debba finire con l’amareggiarsi. Attraverso la gioia, infonderai nell’uomo la speranza e tramite essa l’uomo rivolgerà nuovamente lo sguardo verso di me. Verrai in contatto con molte vite anche se solo per pochi momenti e conoscerai l’insoddisfazione che si cela in ognuna di esse. A te dono l’Abbondanza in modo che tu possa diffonderla, portando luce in ogni angolo di oscurità”.
E il Sagittario fece un passo indietro e tornò al proprio posto.

“A te Capricorno, richiedo il sudore della tua fronte in modo che tu possa insegnare all’uomo a lavorare. Il tuo compito non è facile, poiché conoscerai l’irresponsabilità di alcuni e la fatica di tutti gli esseri che mi servono, per questo di faccio dono della Responsabilità”.
E il Capricorno fece un passo indietro e tornò al proprio posto .

“A te, Acquario, affido l’intuizione del significato di futuro, in modo che l’uomo possa comprendere che esistono molte possibilità. Tu solleciterai l’uomo a guardare verso nuove aperture e a superare i propri limiti, ma soffrirai di solitudine poiché non ti autorizzo a personificare il mio amore. Per aprire gli occhi dell'uomo a nuove prospettive, io ti dono la Libertà. Essa ti permetterà di continuare a servire l’umanità ogni volta che avrà bisogno di te”.
E l'Acquario fece un passo indietro e tornò al proprio posto.

“A te, Pesci, affido il compito più difficile. Ti chiedo di prendere su di te ogni pena dell’uomo e di consegnarmela. Le tue lacrime saranno le mie lacrime. La tristezza che tu assorbirai è il risultato della incomprensione dell’uomo verso il mio pensiero, ma dovrai usargli compassione affinché lui sappia di avere un'altra opportunità e provi di nuovo. Per questo compito così difficile, ti faccio dono dell'Intuito, così che tu possa intuire il mio disegno, ma questo dono è per te, e se cercherai di comunicarlo agli altri, essi non ti ascolteranno”.
E il Pesci fece un passo indietro e tornò al proprio posto.

Infine, Dio disse: “Ognuno di voi possiede una parte della mia idea ma non dovete scambiare una parte con il tutto né desiderare di scambiarvi i doni gli uni con gli altri. Ognuno di voi è perfetto, ma sarete consapevoli di ciò soltanto quando sarete diventati Uno, solo allora la completezza della mia idea si paleserà a ognuno di voi”.

Una volta lasciato a se stesso, ogni figlio decise di mettere a buon frutto il dono ricevuto, ma nessuno dei dodici comprese pienamente né il compito né la portata del proprio dono.
Quando tornarono imbarazzati al cospetto di Dio, egli disse loro: “Ognuno di voi crede che il Dono degli altri sia migliore del proprio; dunque vi consentirò di scambiarli”. E per un momento ognuno di loro si sentì esaltato, considerando tutte le possibilità della nuova missione.

Ma Dio sorrise e disse: “Tornerete da me molte volte, chiedendo di essere esonerati dalla vostra missione, ed ogni volta esaudirò il vostro desiderio. Passerete attraverso innumerevoli incarnazioni prima di poter portare a termine la missione originaria che vi avevo affidato, per questo vi concederò un tempo illimitato, ma solo quando avrete portato a compimento le vostre missioni potrete restare con me”.

(Allegoria di Martin Schulman)


domenica 24 dicembre 2017

Buone feste!

Tantissimi auguri di vero cuore perché possiate trascorrere giorni di festa meravigliosi... con musica e risate, luci e colori, profumi, abbracci e gustosi manicaretti!

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO!

 

Con gli Auguri creati apposta per voi dal nostro bravissimo Martin Weasel!

giovedì 21 dicembre 2017

Il giorno più corto dell'anno

 

Nel giorno più corto dell'anno si celebra il Solstizio d’Inverno.
Questa data, che per la precisione in Italia cade alle 17.28, indica l’ingresso nella stagione invernale. È un giorno particolare per due ragioni: astronomicamente rappresenta l’inizio della stagione fredda e dalla notte del 22 dicembre le giornate torneranno ad allungarsi.
Una delle feste più interessanti legata a questa ricorrenza è quella del Sol invictus (sole invitto) degli antichi romani. In questa data si celebrava la Rinascita del Sole, che tornava luminoso e invincibile dopo essere stato momentaneamente nell’oscurità.

Buon Solstizio d'Inverno e Felice Rinascita!

Un po' di gioia?


Eddai, una cosa diversa...







poi arriviamo con qualcosa di più serio... 


Martin

giovedì 14 dicembre 2017

Hai passato il Varco


“Hai passato il Varco ragazzo, sei in un altro mondo.”
Chi aveva parlato? Si voltò e la vide. Non era possibile. È un’allucinazione, pensò. Ma quella gli si rivolgeva come se lo conoscesse.
“Sei stato scelto per una missione, amico, devi venire con me.”
Tanto è un incubo, si disse, prima o poi mi sveglierò…
da IL VARCO di P. M. Mucciolo

Mettiti comodo, fai partire il video, ascolta e lasciati trasportare dall'emozione... 


StreetLib
... e tutti gli store online...

mercoledì 13 dicembre 2017

Leggere a Natale, leggere di Natale...

Napoli, 1931



"Il Natale è un'emozione. 
Può durare un anno intero, nell'attesa di un regalo, di un nuovo bacio, di un dolce mangiato alla luce di candele rosse. Ha il sapore di mandorle e cannella, di perline di zucchero e brodo di gallina. 
Il Natale è un'emozione.
Lo puoi aspettare giorno dopo giorno, da quando lo scirocco cade sotto i colpi del vento del Nord, ma ti arriverà addosso all'improvviso, comunque, come un cavallo imbizzarrito pieno di sonagli e pennacchi... " 


Non un giallo. Un romanzo, perfetto.


domenica 10 dicembre 2017

Metti un Natale...

Metti la redazione di un prestigioso quotidiano, dove lavora un giornalista molto speciale...


Aggiungi la curiosità di svelare i misteri che stanno dietro ai più bizzarri fatti di cronaca...


Condisci il tutto con il fascino della ricerca, l'ironia del protagonista, la realtà che supera la fantasia...


E avrai un romanzo esplosivo:


PER NATALE IN OFFERTA SPECIALE:
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mercoledì 6 dicembre 2017

Conosci gli sfronzi?

Si calcola che al mondo siano rimasti ormai poco più di 2 milioni di sfronzi. Una ridottissima percentuale che rischia l’estinzione, ma rischierebbe soprattutto di passare del tutto inosservata se in un determinato periodo dell’anno non uscisse allo scoperto con il suo comportamento anomalo e oppositivo, giudicato inappropriato e molesto dalla percentuale restante. Gruppo di minoranza, vede spesso suoi diritti calpestati, tant’è che per difenderli, è nata di recente una convenzione internazionale a cui hanno aderito molte nazioni, compresa l’Italia, che vanta nel suo piccolo un discreto numero di sfronzi. La loro diffusione infatti riguarda per lo più il mondo occidentale, dove questi esemplari vivono di solito ben adattati all’ambiente per quasi tutto il periodo dell’anno. Lo sfronzo, sensibilissimo all’inquinamento acustico e luminoso, sempre più intenso e capillarmente diffuso, nel mese di dicembre è viene colpito da una grave forma di intolleranza che ha notevoli ripercussioni sulla sua salute. È già verso metà novembre che lo sfronzo comincia a farsi insofferente. La sua pressione arteriosa sale, battito cardiaco e respiro si fanno più frequenti, il sonno comincia a diventare difficile. Con la fine del mese lo sfronzo ha già raggiunto il livello di guardia, e con la comparsa dei primi fronzoli luminosi appesi lungo i viali cittadini  si presentano gli attacchi di panico incontrollato. Nel corso della prima settimana di dicembre la pubblicità in tivù lo indispone e al contempo lo carica,  e gli attacchi si trasformano in attacchi d’ira.  I buoni sentimenti gli danno la nausea, il rosso squadernato lo offende,  gli ori e gli argenti lo accecano, le slitte lo inquietano e le renne, quelle vorrebbe cacciarle, e non esattamente a pedate. Ucciderebbe i babbi natale comuni, ma le babbe scosciate che ammiccano, quelle le piallerebbe col gatto delle nevi.


Non potendo sopprimerli per davvero, lo sfronzo trova gratificazione nella caccia al simulacro.
Munito di lanciafiamme, si aggira di notte nei quartieri periferici e fa strage dei babbi arrampicatori di ogni ordine e grado, che stiano scalando pareti condominiali o siano aggrappati ai balconi, insistendo con particolare ferocia sui babbi di piccole dimensioni che lavorano in squadra, o su quelli singoli ma con la divisa sporca dello smog di tutti i Natali passati a penzolare dai muri in periferia.


Compiuta la sua piccola missione, lo sfronzo torna a casa placato da un apparente senso di benessere che però dura poco, giusto fino alla notte successiva. (Nel corso degli ultimi anni infatti, a causa dell’attività notturna degli sfronzi, si è riscontrato un sensibile calo di presenze nella popolazione dei babbi arrampicatori). Secondo la convenzione internazionale, la presenza dello sfronzo andrebbe tutelata in quanto utile all’ecosistema, ma sull’argomento non tutti sono d’accordo; qui ci limiteremo a segnalare l’esistenza della specie in modo del tutto equanime, e a ricordare che gli sfronzi vivono perfettamente integrati nella comunità tanto da passare inosservati. Potreste averne uno che vive nel vostro stesso palazzo e non esservene mai accorti ( …vi è sparito qualche babbino? avete trovato della plastica fusa sul balcone al posto suo?) E se rientrando da una notte di baldoria vi capitasse di incrociare il vicino incappucciato che rincasa con un lanciafiamme sotto braccio, potreste con buona probabilità affermare di averne visto un esemplare in attività.

venerdì 1 dicembre 2017

Amarsi per amare


«Compiere scelte in favore della propria integrità, vuol dire poter contare su una maggior capacità di amare e di relazionarsi con gli altri, perché chi non teme di perdere se stesso, non rischia di ridurre gli altri a oggetto dei propri bisogni

La Dermoriflessologia dell’Archetipo prevede un approccio alla vita che attribuisce il massimo valore allo sviluppo della psiche individuale al fine di fare emergere l’identità autentica e dar voce al proprio insostituibile spirito.

Per maggiori informazioni: www.psicodermosomatica.it.