venerdì 11 agosto 2017

11 Agosto 2017

E questa sera ricordiamoci

di guardare il cielo 

ed esprimere un desiderio...  💖 

Se cade un stella, anche meglio...  

  

lunedì 7 agosto 2017

Provocazione d'agosto

Quando viene pubblicato su un social un messaggio sintetico (ch epoi è una regola base dei social-network stessi), la tentazione è di leggere il testo di sfuggita, tutt'al più inserire un pollice alzato o una faccina sorridente, invece, soprattutto nel caso degli aforismi, l'impegno dovrebbe essere un po' superiore.
Partiamo proprio da un aforisma:


Per prima cosa valutiamo il significato letterale di aforisma: sostantivo maschile - Massima, sentenza, definizione che in brevi e succose parole riassume e racchiude il risultato di considerazioni, osservazioni, esperienze.
Pertanto chi si è preso il disturbo di scrivere la concisa frase, ha cercato di sintetizzare al meglio una considerazione che, nella sua mente, era frutto di una importante riflessione.
Ne risulta che il lettore per rendere il giusto merito a tale dono, se la frase merita l'appellativo di dono, farebbe bene a leggere con attenzione le poche parole che lo compongono e riflettere un attimo, o anche di più, sul loro significato.
Altrimenti ci si può comportare come gli eroici personaggi raffigurati qui sotto, in un'immagine dal film "Scemo e più scemo". Ognuno scelga la propria strada...


Chi fosse interessato ad approfondire tenga presente che l'aforisma citato era originariamente in francese e che il temine finale, tradotto liberamente con "solite noie", è in realtà "ennui", che significa letteralmente guaio, noia, seccatura, ma con una sfumatura di sottomissione passiva agli eventi da parte di chi li vive. 

E perché mai, le "solite noie" dovrebbero essere così confortanti da provocare uno stato di benessere nell'osservatore?
Innanzittutto, pare proprio sia innato nell'essere umano trarre "divertimento" dai guai altrui, altrimenti non si spiegherebbe il successo dei film su Fantozzi
Questo corrisponde a un modo di esorcizzare la sfortuna, ridere delle sventure e mettere in atto un processo di catarsi.
Inoltre, voglio aggiungere una piccola riflessione: la vita è dinamica e chi si ritrova sempre nella stessa situazione non l'ha ossarvata, non ha valutato le circostanze e, soprattutto, non ha considerato che avrebbe potuto trarne un insegnamento e cambiare qualcosa nel suo comportamento per far sì che, per lo meno, le noie che incontra fossero diverse...
Felice agosto!

giovedì 20 luglio 2017

I libri perduti

I libri perduti nel tempo, vivono per sempre, in attesa del giorno in cui potranno tornare nelle mani di un nuovo lettore, di un nuovo spirito.
Carlos Ruiz Zafón
da "L'ombra del vento"

domenica 16 luglio 2017

Il Varco

Aveva continuato a scendere e scendere, molto più di quanto non fosse salito. Stava facendo buio.
Quando si ritrovò in una brughiera capì che si era perso.
Dove sono finito? si domandò guardandosi attorno.
“Hai passato il Varco ragazzo, sei in un altro mondo.”
Chi aveva parlato? Si voltò e la vide. Non era possibile. È un’allucinazione, pensò. Ma quella gli si rivolgeva come se lo conoscesse.
“Sei stato scelto per una missione amico, devi venire con me.”
Tanto è un incubo, si disse, prima o poi mi sveglierò…
La seguì nel bosco, lungo un sentiero che li portò a un capannone isolato.
“Entra.” E lui entrò, diffidente.
Non riuscì a capire subito. Lo spettacolo che gli si presentò non se lo sarebbe più scordato, anche fosse stato un’invenzione della sua mente allucinata.
“Devi liberare i bambini e riportarli oltre il Varco, perché qui fanno una brutta fine…"


P.M. Mucciolo ha partecipato con il romanzo Le Ombre Azzurre al torneo letterario IoScrittore 2011, organizzato dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol, vincendo la pubblicazione in ebook. Nel 2016 è uscito l'attesissimo seguito: Abel.
Dice di sé, con una punta d'ironia: “Scrivo perché sono grafomane. Scrivo racconti, romanzi, saghe, cartelle cliniche, lettere di protesta, lettere agli amici e anche agli sconosciuti. Le cartelle cliniche e le lettere agli sconosciuti hanno molto successo”. 

Lo trovi su:
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FINO A LUGLIO 2017

venerdì 14 luglio 2017

La fisica vacilla, ma il bombo se ne frega


La scienza dovrebbe essere un sostegno, una certezza per chi sapendo di non sapere, cerca di abbeverare la propria mente a una fonte attendibile di verità.
Ma, a volte, (temo fin dagli albori dell'umanità) il passaparola e le dicerie hanno la meglio anche sulle prove più attendibili.
Tra le tante voci che corrono ce n'è una che ci ha incuriosito più delle altre: 
il bombo (simpatico insettone facile da incontrare in questa stagione alle nostre latitudini), per la sua struttura e per le sue prestazioni fisiche non dovrebbe essere in grado di volare
In pratica, si sposta volteggiando nell'aeriforme elemento soltanto perché, ignorante, non conosce le leggi della fisica.

martedì 11 luglio 2017

Odio i dentisti

Cari lettori,
mi chiamo Oscar Durango e sono un dentista rinnegato.
E questo che vuole? direte voi. Niente, ma intanto, questa cosa del dentista vi ha già incuriosito. Rinnegato, poi, che è ancora più promettente, hai visto mai che si penta... Perché tutti odiano i dentisti, li odio anch’io, soprattutto quelli troppo investiti della loro missione.
Ah bene, e allora per redimerti che fai, scrivi cose? ci smoccoli dentro le tue frustrazioni? scrivi di dentisti? 

Solo questa volta, giuro, e non scrivo, sono solo il protagonista.

Comunque anche un dentista può essere uno spunto. Dipende da dove lo metti. Se lo fai finire in un altro mondo, può essere quantomeno bizzarro. Non tanto per l’altro mondo, ovvio. Se gli fai scavallare un confine assieme a una volpe e lo porti in un posto dove i bambini li allevano come polli di batteria, anche un dentista rinnegato può diventare altro, magari anche un eroe. Uno a cui è stata affidata davvero una missione, difficile e strana...

                                                                         


"Dove sono finito?"
"Hai passato il Varco, ragazzo, sei in un altro    mondo."





Ecco, potrebbe presentarsi così, praticamente in mutande, Doc, il protagonista de Il Varco, ultimo romanzo di P.M. Mucciolo. Disarmato e (anche troppo) sincero. Disilluso, onesto, anzi un po’ fesso. Un campione speciale di fragilità umana, unico come un fiocco di neve. Un dentista - come senz’altro non ne avete mai conosciuti – che a un certo punto della sua scombinata esistenza si trova a fare una scelta così importante da potersi definire "una questione di vita o di morte", e questa scelta sarà solo l’accesso alla prima stanza sulla quale si aprono altre porte, in quel gioco di rivelazioni nelle rivelazioni che piacciono tanto all’autrice.
Ma Il Varco è un romanzo scritto con leggerezza, è un’allegoria, è fantasia, ha risvolti drammatici e dialoghi esilaranti, sconfina nell'orrifico e poi si rimette in carreggiata, è una piccola avventura, è un viaggio...
E come un piacevole viaggio, anche lui potrebbe lasciarvi qualcosa, magari piccolo come un dettaglio, da ricordare.


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